Lo stesso blog in effetti che cos’è se non una forma editoriale nuova, generata dalla tecnologia e cresciuta assecondando nuove abitudini di scrittura permesse dall’avvento della rete? Nel caso migliore, la forma del blog rende disponibile in progress un lavoro di ricerca teorico-scientifica (compreso l’archivio sottostante delle schedature e della progressiva produzione di conoscenza), e consente a tutti i membri della comunità interessata di commentare via via ciò che il ricercatore va elaborando. È un processo ben noto a ogni ricercatore: la circolazione delle  nuove scoperte entro la comunità scientifica attraverso i congressi, i paper, gli articoli su riviste specializzate, i contatti informali; i commenti e le revisioni dovute a questi ultimi; i chiarimenti e i miglioramenti suggeriti dai processi di referaggio dei testi. Il blog dà una forma diversa (sotto certe condizioni altamente efficace) a questo processo, creando nel contempo un genere letterario che si mostra capace di ottenere un successo proprio.

Per lo più i salti tecnologici non offrono solo la possibilità di versare il vino vecchio in botti nuove, ma conducono all’invenzione di vino nuovo.

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