Stefano Tonchia, nel suo bel libro sul Lean Management (oggi presentato all’Unione industriali di Pordenone), ricorda che il termine greco più vicino al nostro concetto di Qualità è areté: «la virtù, l’eccellenza in tutti i suoi (inscindibili) aspetti: modo perfetto d’essere, abilità ma anche virtù morali, qualcosa che non può non essere mostrato se non nell’azione, realizzazione della propria essenza, e pertanto necessità di mantenersi in tale stato e quindi perseveranza, capacità di essere abitualmente eccellenti» (p. 2).

Qual è l’areté del libro? In che cosa consiste la realizzazione della sua essenza, il suo modo perfetto d’essere che non può se non mantenersi tale, la sua capacità di perseverare nell’eccellenza anche attraverso le metamorfosi tecnologiche?

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