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umberto eco

Di tutti i libri che ho letto di Eco e che si ricordano in queste ore, quello che ho nel cuore e che mi ha sempre accompagnato è Come si fa una tesi di laurea. Perché con quella sua veste semplice, da manualetto pratico per laureandi, è sempre stato il libro segreto di tutti quelli che avevano il sogno di partecipare in qualche modo a questo grande gioco che è scrivere, leggere, fare ricerca, pubblicare. In mezzo a consigli pratici che hanno confortato generazioni di ricercatori e di redattori, c’era il senso profondo di cosucce come l’umiltà scientifica, la serietà che non diventa seriosità, l’originalità della ricerca, la precisione della scrittura, il controllo delle fonti… Ma ci si respirava anche tutto il gusto, il divertimento, la curiosità, la sfida, la pura soddisfazione di mettere in moto il “metabolismo intellettuale”. Grazie, professore.

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Mo Riza, On the platform, reading, CC/Flickr

Le tecniche di lettura veloce spesso fanno più danni alla lettura di quanti ne risolvano (famosa la battuta di Woody Allen: «Ho fatto un corso di lettura veloce. Ho letto Guerra e pace. Parla della Russia»). Però l’esigenza o la voglia di leggere tanti libri in poco tempo rimane. Leggere tanto è gratificante, arricchisce e può aprire delle porte, ma ha il suo prezzo.

Sulla Harvard Business Review Peter Bregman, autore di un podcast che lo porta a leggere un libro alla settimana per intervistare gli autori, illustra un metodo per leggere un libro di saggistica in una o due ore, anziché le canoniche sei-otto. In realtà è un sistema empirico ben noto a chiunque legga per lavoro e sia abituato a “interrogare” velocemente i libri, ma Bregman lo spiega bene e vale la pena riportarlo.

Il segreto è semplice: i libri di saggistica non vanno letti, vanno capiti. Gli autori di narrativa ci chiamano a entrare nel loro mondo. Invece un libro di saggistica (almeno sui temi che possono in qualche modo ispirare l’azione dei business leader) esprime una tesi e ci invita a trarne una lezione. Si tratta di capire quale.

Ecco il metodo di Bregman:

  1. Partite dall’autore. Chi ha scritto il libro? Leggete il suo profilo. Se riuscite a trovare online un articolo o un’intervista che lo riguarda, datele una scorsa. Vi aiuterà a capire chi è la persona che ha scritto ciò che state per leggere, qual è il suo punto di vista e che pregiudizi potrebbe avere.
  2. Leggete il titolo, il sottotitolo, i risvolti di copertina e l’indice. Di che cosa parla il libro? Come sviluppa la sua tesi? A questo punto probabilmente sarete già in grado di raccontare l’argomento di fondo del libro a qualcuno che non lo ha letto.
  3. Leggete l’introduzione e la conclusione. L’autore in genere sostiene la sua tesi all’inizio e alla fine. Leggete queste due sezioni parola per parola, ma in fretta. Vi farete un’idea di dove l’autore vuole andare a parare, capirete come intende arrivarci (introduzione) e qual è il messaggio che spera vi portiate a casa leggendo il libro (conclusioni).
  4. Scorrete i capitoli. Leggete il titolo e i primi paragrafi o le prime pagine di ogni capitolo per capire qual è la sua funzione nell’economia del libro. Poi saltate ai titoli dei paragrafi e dei sotto-paragrafi (se ci sono) per farvi un’idea di come procede il discorso. Leggete la prima e l’ultima frase di ogni paragrafo. Se capite il significato, andate avanti. Altrimenti leggete l’intero paragrafo. Non appena vi siete fatti un’idea del capitolo, potrete anche saltare intere pagine, se vi sembrano ripetitive.
  5. Quando avete finito il libro, rileggete l’indice e cercate di fissarlo nella memoria. Prendetevi qualche minuto per ripercorrere lo svolgimento del libro, le tesi prese in esame, le storie che ricordate, il viaggio che avete fatto in compagnia dell’autore.

(continua a leggere su Executive Summary

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